Canzoni

I DARDANELLI

Anno: 1912

Gruppo:

Testo: Giuseppe Bracali
Musica: (Anonimo)

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Gli Arabo-Turchi la in Tripolitania
Ne buscano ogni giorno a tutt'andare
Di prender botte ancora hanno la smania
E dalla bile si dovran purgare
Questi pezzi d'ignoranti
Facean sempre gli arroganti
E a questi e a quelli
Diceano noi si chiude i Dardanelli.

E su quei forti misero i cannoni
E molte mine poser nello stretto
Dicendo: Gli Italiani son minchioni
Li manderemo tutti a Maometto
Se una nave s'avvicina
Batte contro qualche mina
Le corazzate
Ben presto glie le avremo sconquassate.

Ma gli Italiani senza far rumore
S'accostarono zitti ai Dardanelli
Solo a guardarli facevan terrore
Parevan di sterminio gran flagelli
Dello stretto in quell'entrata
Fecer fuoco una giornata
Con tiro ardito
Due grandi forti gli hanno demolito.

La flotta Turca tanto coraggiosa
Stette nascosta come un bambino
Quella vigliaccheria gl' Ŕ vergognosa
Credean che dai cannoni uscisse vino
Quando vider ch' era piombo
Gli tremava tutto il lombo
E impauriti
Col corpo sciolto molti son fuggiti.

Pianse il Sultano a quella brutta nova
Alle sue cento mogli lo volle dire
Se senza i Dardanelli si ritrova
Lui preferisce tosto di morire.
E le mogli gli hanno detto:
Disgraziato Maometto
Vattene via
Senza di quelli Ŕ brutta la Turchia.

Se gli Italiani prendono lo stretto
Il Gran Sultano vedovo rimane
Lo lasceranno solo poveretto
SarÓ sfuggito allora come un cane
In Turchia donne modelli
Voglian tutte i dardanelli
Senza lo stretto
Si fan Cristiane e lascian Maometto.