Canzoni

L'ITALIA CHE FAREBBE COMODO

Anno: 1935

Gruppo:

Testo e musica: E. A. Mario

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L’Italietta che fu cenerentola,
s’è fatta grandicella anzichenò:
ha i suoi confini, ed ha qualche colonia,
che il sangue dei suoi prodi conquistò.
Matrona in gamba, e ancor fecondissima,
è un gran prodigio di fecondità:
fecondità che esaspera
colore che, per calcolo,
piuttosto ammirerebbero
la sua sterilità.
Quella è l’Italia che faceva comodo:
rejetta e sciatta
la notte e il di!
Or, per fortuna nostra, è un’altra italia ...
Se così è fatta,
resti cosi!


Fu triste poiché il primo vento d’Africa
il suo latino rattristò.
Gazzarra di figliastri al tempo di Adua!
E l’ironia nemica la insultò ...
L’ingiusto marchio parve incancellabile,
ma un uomo è sopraggiunto, e ha detto: « No!
I foschi dì passarono
dalle consuete insanie!
Vanno i miei figli in Africa:
se occorre, anch’io vi andrò!
Non più l’Italia che faceva comodo:
nell’orgia matta
dei foschi dì!
Or, per fortuna nostra è un’altra Italia ...
Cosi l’ho fatta?
Resti così! »


La bianca stella dei destini italici
or di quell’Uomo illumina il pensier:
lo trova pronto assiduamente all’opera
per ricondurci ai provvidi sentier ...
E’ quella stella che lo vuole incolume,
perché sorrida in faccia allo stranier !...
Confini inalterabili!
Lavoro! Grano! Esercito!
La disciplina ferrea!
La sana libertà!
Certo è un’Italia che non fa assai comodo:
niuna disfatta
dei tristi dì!
Oh, per fortuna nostra, è un’altra Italia!
Ma così è fatta?
Resti così?