Canzoni

IL CANTO DEL LAVORO

Anno: 1928

Gruppo:

Testo: Edmondo Rossini
Libero Bovio Musica: Pietro Mascagni

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Quando la Patria si chiamava Roma,
Italiano dominavi ti !
Ma ti raccolse il mondo – dolorante, muto emigrante –
Poi che la Patria cadde in servitù.

Ora che il genio della stirpe indoma
Da vinto si ridesta vincitore,
Canta il poeta, afferma il pensatore
Il sacro diritto della civiltà.

Una è l’idea che ci lega
Uno è l’impero fascista :
La patria non si nega,
La Patria si conquista !.

Nell’alba incerta che non vide il sole
Un soffio di rivolta imperversò ;
La plebe schiava d’ogni voce impura, nell’ora oscura
Il nome della Patria bestemmiò.

Vuole l’Italia che una sola fede
Avvinca i figli alla nativa terra ;
Tutto rinnova il sangue della guerra,
Roma risorge nell’umanità !

Una è l’idea che ci lega
Uno è l’impero fascista :
La patria non si nega,
La Patria si conquista !.

Ara il tuo campo, bronzeo contadino,
Canta e sorridi di felicità ;
Tu, col tuo genio artiere prodigioso, senza riposo,
Lascia un tuo segno nell’eternità.

Maestro, esalta, esalta nella scuola
Il popolo d’Italia e la sua storia,
Di’ che il lavoro è luce, è vita, è gloria,
Arma e bandiera della libertà !

Una è l’idea che ci lega
Uno è l’impero fascista :
La patria non si nega,
La Patria si conquista !.