Archivio dei canti tradizionali e patriottici

 

Canzoni

ADDIO A LUGANO

Anno 1899
Addio Lugano bella
o dolce terra pia
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
con la speranza in cor.
E partono cantando
con la speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati
per voi lavoratori
che siamo ammanettati
al par dei malfattori
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor.
Eppur la nostra idea
è solo idea d'amor.

Anonimi compagni
amici che restate
le verità sociali
da forti propagate
è questa la vendetta
che noi vi domandiam.
E questa la vendetta
che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna
repubblica borghese
un dì ne avrai vergogna
noi oggi t'accusiamo
in faccia all'avvenir.
Noi oggi t'accusiamo
in faccia all'avvenir.

Banditi senza tregua
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra
la pace per gli oppressi
la guerra agli oppressor.
La pace per gli oppressi
la guerra agli oppressor.

Elvezia il tuo governo
schiavo d'altrui si rende
d'un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.
E insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.

Addio cari compagni
amici luganesi
addio bianche di neve
montagne ticinesi
i cavalieri erranti
son trascinati al nord.
E partono cantando
con la speranza in cor.
Autore - Pietro Gori- (Anonimo)
L'autore, anarchico italiano, venne accusato da una parte della stampa di essere l'ispiratore dell'omicidio del presidente della Repubblica francese Sadi Carnot, in quanto amico e avvocato difensore dell'omicida, Sante Caserio. Per evitare una condanna fuggì a Lugano dove ad un attentato nel gennaio 1895. Nello stesso mese, il governo svizzero acconsentì all'arresto di Gori e di altri diciassette profughi politici. Dopo esser stati detenuti per quindici giorni, il gruppo fu trasportato a Basilea e di lì espulso dalla Svizzera.
In carcere, o dopo l'espulsione (non è certo), compose due poesie, una delle quali era intitolata Il canto degli anarchici espulsi che divenne poi Addio a Lugano e venne poi diffusa con alcune differenze sia nel testo che nella disposizione delle strofe.
Nel 1896, il canto venne pubblicato "in un bollettino ufficiale del governo cantonale ticinese, in una relazione sulla situazione carceraria sotto la voce «Saggi di letteratura di delinquenti e d'anarchici».
La canzone divenne estremamente popolare all'inizio del XX secolo grazie alla pubblicazione nel 1899 da parte di Carlo Frigerio de Il Canzoniere dei Ribelli che la conteneva e che ebbe numerose ristampe

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