Archivio dei canti tradizionali e patriottici

 

Canzoni

PATER NOSTER [DEI MILANESI]

Anno 1848
Padre nostro divin, che sei nei Cieli,
Pietà del nostro duol sì lungo e fiero :
Signor, ci scampa dall'ugne crudeli
dello straniero.

Sia sempre il nome tuo santificato,
E tante volte e tante benedetto,
Quante l'augel biforme è bestemmiato
e maledetto.

Ah! venga il regno tuo, regno d'amore.
Che a Pio fu dato d'imitar qui in terra.
Che la virtude inalza ed all'errore
fa cruda guerra.

Sia fatto il voler tuo, se ancor ritarda
Quel giorno di vendetta e di riscatto,
Che vegga Italia e la nazion lombarda
strette ad un patto.

In ciclo e in terra questo giorno è scritto,
In cui la biscia, ed il leone a lato.
Di libertà, co'.rarmi, il sacro dritto
avran comprato-

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
Che lo straniar ci strappa fin di bocca !
Il vaso è colmo per la tua Milano,
e ormai trabocca.

Idebiti che abbtam, Signor, perdona.
In quella guisa che paghiamo quelli
Dei trattati di Vienna e di Verona,
veri tranelli

Non ci lasciar cadere in tentazione,
Ma rinforza in noi tutti e core e mente,
E vincerem nel dì della tenzone
sicuramente.

Ma scampaci dal inai e dai tedeschi :
Deh! salva l'infelice Lombardia
Dall'Aulico consiglio e da Radeschi :
e cosi sia
Autore - (Anonimo)
Dopo la morte dell'odiato arcivescovo tedesco Gaysruck venne a Milano (settembre 1847) l'arcivescovo Romilli, bene accetto, perchè italiano e di grande bontà, alla cittadinanza milanese. Furono allora diffuse numerose orazioni patriottiche nelle quali religione e patria si fondevano sotto l'egida del nome benedetto di Pio IX. Nacquero così un Catechismo nazionale, un Credo, due Pater Noster, le Litanie dei Pellegrini Lombardi, ecc. Il primo Pater Noster in prosa diceva : « Padre nostro che siete a Vienna ; Che il vostro nome sia per sempre dimenticato in Italia; Che il vostro regno si restringa al di là delle Alpi ; Che la vostra volontà non sia fatta sopra il cielo come sopra la terra d'Italia; Rendete a' noi quel pane quotidiano chi ci rapiste ; Come noi vi rendiamo la vostra carta monetata ; Non ci inducete nella disperazione; Ma liberateci da voi e da tutti i vostri sgherri ; Una volta per sempre e così sia. » Il secondo Pater Noster è quello riprodotto qui appresso : servì anch'esso a preparare gli animi per i fatti del marzo 1848. A Trieste, tra l'aprile e il maggio dell'anno corrente, quando sembrava che la pressione della Germania dovesse riuscire a neutralizzare l'Italia, circolò la seguente parafrasi : « Vittorio Emanuele nostro die sei a Roma — sia santificato il nome tuo, — venga il regno tuo, — sia fatta la volontà tua, sì come a Trento, cosi a Trieste. — Amaci come siamo odiati, difendici perchè siamo oppressi. — Dacci il tuo pane unico. — Non t'induca Bulov in tentazione, — ma liberaci dall'Austria. — Così sia.

(da “Inni di Guerra e Canti Patriottici del popolo italiano” Ed. Risorgimento, Milano,1915)

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