Canzoni

COME UNA FAVOLA

Anno: 1926

Gruppo:

Testo: Peppino Mendes
Musica: Nino Piccinelli

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C'era una volta - quasi in mezzo al mare
un popolo che stava a riguardare
da mane a sera i segni incancellati
che avevano lasciato gli antenati:
Colonne marmi, templi giganteschi,
gesta d' eroi dipinte su gli affreschi.
E a forza di guardare ed ammirare,
restavan fermi…. senza lavorare!
Ma, in una notte tepida, la terra si scrollò,
sì apriron le sue viscere e fuori ne balzò
un essere fatato che il popolo fissò:
Bastò uno sguardo, e subito, ciascuno lavorò!

Pare una favola…. e favola non è….
Quel popolo - da allora - lavora e fa da sè :
Sorvola monti e oceani - e - senza riposar
il suo lavoro seguita …. e seguita a marciar!


Quando ciascuno si mise a lavorare,
l’antica gloria ancora per rifare,
sorse l'invidia vile da lontano
e si nascose con un’arme in mano.
E ròsa d'ira bassa e di furore
volea colpire il popolo nel cuore.
Ma il cuore di quel popolo è celato
nel petto di queir essere fatato!
Mirò - l'invidia perfida - per quattro volte al cuor
e vide allora subito, con grande suo stupor
che contro un ideale è vano il ritentar…!
È un essere impalpabile: nessun lo può toccar!

Pare una favola? E favola non è…
È la realtà soltanto, che ognuno può veder:
Sian due, tre o quattro, è inutile tentar!
È il cuore dell'Italia! E non si può toccar!...