Canzoni

PARADISO DEI GUERRIERI

Anno: 1979

Gruppo: MASSIMO MORSELLO

Testo e musica: Massimo Morsello |

C’è chi dice che l’hai fatto
perché eri un poco matto
c’è chi invece poi l’ha detto
è più comodo rubare.

E il giornale poi l’ha scritto
che non ti perdoneranno
servirà un po’ più di un anno
per dimenticare un po'.

Ma noi ce ne siamo accorti
perché vivi e non più morti
che l’hai fatto per lottare
e per vincere con noi.

Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare

lo scettro di un amor e la vendetta di chi ti ama!

Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare
la vita nella morte per il bene dei tuoi camerati!

E i ricordi un po’ confusi
che mi parlano di te
la tua testa bionda, gli occhi
scuri come il cielo che...

Promettevi di raggiungere
quella scia viva di chi
non ti piega e non ti spezza
né ti può dimenticare.

E poi tutto l’infinito
per cercare gli occhi tuoi
è per te il più bel pensiero
se sei morto da guerriero.

Franco, che il paradiso dei guerrieri ti possa dare
lo scettro, il grand’onore di una vendetta di chi ti ama!

Franco, che nel paradiso dei guerrieri tu possa stare
come resterai per sempre negli slogan dei tuoi camerati!

Note

Dopo il Campo Hobbit di Montesarchio (11/12 giugno 1977) la destra sembrava uscita dal ghetto, iniziavano ad intravedersi nuove prospettive e la possibilità, per i suoi militanti, di poter fare attività politica inseriti tra la gente. Ma poi arrivò la strage di Acca Larentia.
Il 7 gennaio 1978 un commando terroristico di sinistra, i “Nuclei armati di contropotere territoriale”, assalta la sezione del MSI-DN al Tuscolano uccidendo i militanti del Fronte della Giovenù Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta e qualche ora dopo, mentre si svolge una manifestazione di protesta dei giovani missini accorsi sul posto, un ufficiale dei carabinieri uccide lo studente Stefano Recchioni militante della sezione di Colle Oppio.
Le illusioni e le speranze vengono infrante dal sangue sul selciato, la disillusione diventa rabbia, la rabbia diventa odio e desiderio di vendetta e per tanti ragazzi fu il punto di svolta verso la strada della “generazione senza rimorsi”, fu il punto di non ritorno.

Il 6 marzo 1978, durante l’assalto di un gruppo di giovani di destra, ad un’armeria nel quartiere romano di Monteverde, muore il ventiduenne Francesco Anselmi (a cui è dedicata la canzone), ucciso dal proprietario del negozio.