Archivio storico della Musica Alternativa

 

Canzoni

PARTIRE PARTIRO'

Anno 1970 Europa Civiltà
Musica: Gipo Farassino Testo: Pino Tosca
I VERSIONE

Partire, partirò, partir bisogna,
cacciando in fondo al cuore la vergogna
d'appartenere al gregge muto e vile
che trema alla sol vista di un fucile
partire, partirò ed una compagna
con un sorriso dolce su in montagna
mi darà una sua immagine e un d'addio,
al regno luminoso del mio Dio.

Lo squillo più assaltante di una tromba
ed il fragore della prima bomba,
anche se non saran tanto potenti
ci faran battere uno contro venti
e all'ordine più atteso dell'attacco
fra noi non ci sarà nessun vigliacco
e l'ultimo regalo al mio amore
sarà una palla presa dentro al cuore.

Andrò a raggiunger la celeste schiera
di chi morì stringendo una bandiera
negli occhi senza un'ombra di paura
ridendo in faccia all'ultima avventura.
Di me non si dirà che ero un soldato
che per questo governo son crepato
nessuno manderà un telegramma
di condoglianze alla mia vecchia mamma

La gente del mio piccolo paese
contribuirà ad accrescer quelle offese
che serviranno un giorno a sotterrare
il corpo mio lontano da un altare.
E certo non faranno un monumento
a chi ha gettato i suoi vent'anni al vento,
a chi è stato solo per la gente
illuso, reazionario e delinquente.

S'indignerà lo spirito immortale
di chi donò la vita a un ideale
per contro mille figlie di Maria
mi sputeranno addosso e così sia.
Ma prego che d'aprile nella brezza
parli ad un bimbo la mia giovinezza
che nel lottare non c'è mai vergogna,
partire, partirò, partir bisogna.
II VERSIONE

Partire, partirò, partir bisogna
cacciando in fondo al cuore la vergogna
d'appartenere al gregge muto e vile
che trema alla sol vista di un fucile.
Partire, partirò e una ragazza
CHE SA SFIDARE L'ODIO DELLA PIAZZA
mi darà una sua immagine e un addio
al regno luminoso del BUON Dio.

Lo squillo più assaltante di una tromba
ed il fragore della prima bomba
PER QUANTO POSSAN essere potenti
ci BATTEREMO uno contro venti.
E all'ordine più atteso dell'attacco
TRA noi non ci sarà un sol vigliacco
e l'ultimo regalo al mio amore
sarà una palla presa in mezzo al cuore.

Andrò a raggiungere la fraterna schiera
di chi stringendo in pugno una bandiera
È MORTO IN UNA NOTTE FREDDA E SCURA
ridendo in faccia all'ultima avventura
Di me non si dirà che ero un soldato
che per questo governo son crepato,
nessuno manderà un telegramma
di condoglianze alla mia vecchia mamma.

La gente del mio piccolo paese
contribuirà ad accrescere quelle offese
che serviranno un giorno a sotterrare
il corpo mio lontano da un altare.
E certo non faranno un monumento
a chi ha gettato i suoi vent'anni al vento,
a chi è stato solo per la gente
FASCISTA, reazionario e delinquente.

S'indignerà lo spirito immortale
di chi donò la vita a un ideale,
per contro mille "figlie di Maria"
mi sputeranno addosso, e così sia.
Io spero che d'aprile nella brezza
parli ad un bimbo la mia giovinezza:
che nel lottare non c'è mai vergogna,
partire partirò partir bisogna!
Nel 1970 il cantautore Gipo Farassino presenta una canzone pacifista dal titolo “Ballata di un eroe” e sull’aria di questa canzone Europa e Civiltà ne scrisse una in risposta dal titolo “Partirò”.

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