Rassegna Stampa

Eia Eia trellallà

Testata: KING

Data: ottobre 1995
Autore: Federico Gennaccari
Tipologia: Generico

Locazione in archivio

Stato:Originale
Locazione: ASMA,RS2-0007,4

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Si chiamano Amici del Vento, Janus, Atellana, Compagnia dell'Anello. Hannp anche loro un Guccini, il prolifico Michele Di Fiò. Canta brani sul crollo del comunismo, il carcere, l'aborto, la droga, il nucleare. Le loro radici? La militanza nel Fronte della Gioventù. I loro modelli? De Andrè e Branduardi. Ma senza paura di schierarsi e con una gran oglia di farsi conoscere dopo tanti anni, dicono, di ghettizzazione. Perché la vera alternativa, dicono, è la loro. Quella nera.
"Underground" per dire generi e gruppi musicali cresciuti lontano dalla ribalta fuori dai riflettori e dal grande pubblico. E' dunque underground per antonomasia la musica di destra, che oggi riemerge dalla clandestinità come musica alternativa sgomitando però per non essere confusa con la musica skin (che ha un pianeta tutto suo) dalla quale diverge per storia, genere e testi. La musica alternativa, sorta a metà degli anni Settanta, pè infatti composta da militanti del Fronte della Gioventù che si rifanno ai cantautori, gli skin invece preferiscono lo ska e l'hard rock, per canzoni da ascoltare, niente balli pogo come per gli skin, che uniscono la poesia all'impegno politico e alla cronaca senza eccessi ed estremismi, distinguendosi in tal modo amche dalla musica dei gruppi d'area di destra come i 270bis e gli Hyperborea, con non sono composti da militanti missini ma da ragazzi cresciuti denn'ambiente della destra anche extraparlamentare e che incontrano pure i favori degli skin. Musica alternativa, dunque, che serve a conoscere meglio la destra di oggi e la generazione dei quarantenni cresciuti con quelle canzoni. Cominciamo con l'atto di nascita. "Non ci bastavano più gli inni marzialeggianti o le canzoni fasciste del ventennio e della RSI" spiega Guidi Giraudo degli Amici del Vento "Volevamo raccontare la nostra vita quotidiana di militanti, il nostro impegno politico, i nostri ideali, i nostri sentimenti di a,ore e di rabbia, le nostre speranze i nostri sogni" Non è un genere preciso, al suo interno si spazia dagli Janus, che facevano del boun rock progressive, curando molto la musica e meno i testi, agli Atellana che recuperavano le tradizioni popolare come L'Inno dei Sanfedisti, quello di "Sona, sona, sona carmagnola" e il Canto delle Lavandaie del Vomero, canto napoletano del XIII secolo. Poi a parte la musica celtica e le atmopsfere medievalòeggianti della Compagnia dell'Anello (fantasy anche nel nome tratto da Il Signore degli Anelli di Tolkien) per tutti gli altri (Amici del Vento, Zetapiemme, Fabrizio Marzi, Michele di Fiò ecc.) i punti di riferimento sono i cantautori (Guccini, De Andrè, Branduardui ecc.) tra ballate, un po' rock e brani in perfetto stile cabaret. Ma non sono solo i più famosi: una chitarra e la voglia di cantare bastano per contare più di 50 tra gruppi e cantanti, molti dei quali si sono esibiti solo per una stagione, un Campo Hobbit, il corrispondente di destra del Parco Lambro). Pochi hanno inciso. E per sapere queante copie siano state vendute bidogna affidarsi all'approsimazione, si calcola intorno alle 200 mila, poiché non sono mancate le duplicazioni e le registrazioni pirata eseguite dalle radio di destra, circa 100 tra il 1976 e il 1980, dalle librerie e dai nuclei provinciali del FdG. D'altronde come ci dice Giraudo " A noi del successo non è mai importato nulla" e del resto solo alcuni si sono iscritti all Siae, altri come gli Amici del Vento o gli Zetapiemme non ne hanno mai sentito l'esigenza, si sono rifiutati di vendere alcune musiche e solo recentemente si sono limitati a far timbrare le musicassette. Non a caso gli Zetapiemme in Una voce controvento, cantavano "Queste sono canzoni diverse, non sono canzoni alla moda, canzoni di mercato o di protesta, queste sono forse un grido, un grido disperato, un grido di giustizia" Nessun sogno professionistico, dunque, a parte il tentativo di Michele di Fiò di inserirsi nel normale circuito discografico. E le canzoni? La prina è Padova 17 giugno 1974, del Gruppo padovano di Protesta Nazionale, che poi divenetrà Compagnia dell'Anello, scritta per ricordare i due militanti missini uccisi dalle BR. Però a questo punto occorre fare un passo indietro, alla fine degli anni Sessanta, e aprire una parentesi relativa alle canzoi di protesta di Leo Valeriano, un artista proveniente dal cabaret di Luciano Cirri, autore i canzoni come Budapest, atto d'accusa contro l'occidente borghese rimasto a guardare, Berlino, Il coraggio di dire di no e Bella bambina, l'inno dei Volontari missini. Valeriano può essere considerato il padre della musica alternativa, un padre che eprò si allontana dalla famiglia prima ancora che nascano figli: agli inizi degli anni Settanta abbandona la politica, ritornerà nel 1993, e gli altri gruppi di musica alternativa lo scopriranno solo dopo, grazie alle radio. Tornando alle canzoni non troviamo gli inni alla violenza o i brani che incitano l'odio, ma canzoni scritte più col cuore che con la testa, senza dimenticare l'ironia e la sfida che, solo per il fatto di essere di destra, portavano al sistema. Naturalmente alcune canzoni traboccano retorica a non finire, come alcune sul comunismo che assumono dopo il crollo, un sapore profetico. Può sembraer starno il fatto che in molte canzoni, a volte anche nei titoli, ricorra la parola libertà,ma del resto "non si può vivere senza libertà" cantano gli Zetapiemme nella significativa Praga '68, la proetsta esterma di Jan Palach raccontata in prima persona: "Se per caso una mattina ti svegliassi, e trovassi per le strade i carriarmati, ragazzo dimmi dimmi tu che cosa faresti". Anche la destra ha i suoi martiri ed occupano nelle cnazoni un posto di rilievo, molto bella al riguardo è Dialogo Impossibile degli Zetapiemme con un ragazzo degli anni Ottanta che dialoga con il fratello ucciso negli anni Settanta.
Anche per gli Amici del Vento, tre cassette, la prima canzone è dedicata a un giovane camerata, l'universitario greco Mikis Mantakas ucciso a Roma. In Nel suo nome sono gli amici che raccontano a una ragazza che il suo fidanzato è morto e loro continueranno la sua battaglia (La gioventù d'Europa stasera piangerà, chi è morto in Primavera, per la sua fedeltà... Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi vent'anni, la nostra primavera, sarà la libertà"). Altri brani importanti degli Amici del Vento sono Rirorno, che racconta il ritorno a casa di un giovane che ha scelto di combattere per la Rsi (Sentirsi come un cane, di tuo una divisa, due gladi ed il tuo onoro, il cuore e una ferita. E gli occhi di una donna che fissano pietosi, i vent'anni di chi ha perso, nei tuoi gesti un po' scontrosi); Forchette nazionali (sugli scandali socialisti degli anni Settanta) e soprattutto Trama nera ("Trama nera, trama nera, sol con te si fa carriera, trama nera, trama nera, tu dai la felicità) sui giornali e i giornalisti che ovunque vedevano golpe (sullo stesso tema troviamo Sunglasses Police's blues della Compagnia dell'Anello e Zoocrazia di Fabrizio Marzi). Ironia anche per i compagni presentati da La ballata del Compagno (analoga Compagno Topo rosso di Fabrizio Marzi) e Incontro (con una chiave inglese usata sulla testa di un giovane di destra da un estremista di sinistra).
E' la tradizione dle cabaret, di un riso amaro, unica arma di difesa dinanzia a situazioni tuitt'altro che divertenti, che però viene affiancata da canzoni serie, e anche tragiche come quelle sul comunismo nel mondo (Saigon, Afghanistan e il dissenso russo di Vecchi amici) sul carcere (Canto di galera, Dedicato a una margehrita) sull'aborto (Lettera ad un bambino buttato via, Camice bianco) e sulla droga (Droga). Poi tra le ultime canzoni spicca Anni Settanta (sul tema troviamo anche Anni di Porfido della Compagnia dell'anello) Berlino (sulla caduta del muro) la graffiante e ironica Progressista Rap e Lettera ad un ragazzo della classe '80 sull'impegno come risposta all'ignavia e all'appiattimento cerebrale. La canzone-manifesto di questo gruppo è naturalmente Amici del Vento (Se mille son le storie che il vento porta via, questa è la nostra storia generaione mia.. Ci bruceran le case, ma che importanza ha? In casa dei fratelli del posto ci sarà, han fatto leggi e imbrogli per chiuderci la bocca, dei nostri nomi il carcere ribocca, ma mille volte il canto si udirà, di chi stasera canta la sua libertà, Lontano spazzerà i figli del tradimento, ma noi saremo in piedi siamo Amici del Vento) L'inno della giovane destra è Il Domani appartiene a noi della Compagnia dell'Anello, versione italiana adattata da una canzone del film Cabaret (Ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l'oscurità, nei cuor la speranza non morirà il domani appartiene a noi. Chi sfrutta nell'ombra sapremo stanar, se uniti noi marcerem, l'usura ed il pungo noi vincerem, il domani appartiene a noi). Della Compagnia dell'Anello bisogna ricordare anche le canzoni sulle accuse per ricostituzione del partito fascista come la Ballata del Nero e A Piero e pio i brani tra fantasy e Medioevo (Terra di Thule, Il contadino, il monaco e il guerriero, ecc) La canzone più famosa degli Zetapiemme è senza dubbio Boia chi molla, un brano tra amore e impegno (come del resto Occhi, sempre degli Zetapiemme e Eri bella di Marcello de Angelis) che inizia molto lentamente con lui che dice :"Sarebbe bello amore piantare tutto e scappare via, lasciare qui i problemi, la nostra lotta e nostri affanni" seguite da altre strofe simili prima di esplodere musicalmente con "Sarebbe bello amore mio, ma non posso chiuder gli occhi e fuggire la realtà.. Tu mi ami e ami anche il mio ideale, meglio morto che venduto, meglio morto che vigliacco, tu mi ami ascolta l'urlo: Boia chi molla! Boia chi molla"
Per finire questa panoramica troviamo Michele di Fiò il più simile a Guccini e altri cantautori di fama più sociale e meno cronaca, con brani come Anna (sulla giovane militante di destra), Cervello, Città e Relativamente dolce (sulla disumanizzazione dei centri urbani e le difficoltà di vivere e fare politica pernsando con la propria testa) e Speriamo di no (contro il nucleare che assieme alla questione palestinese ha sempre trovato una destra divisa tra pro e contro)


Gruppi citati

COMPAGNIA DELL'ANELLO - ATELLANA - 270 BIS - HYPERBOREA - JANUS - FABRIZIO MARZI - LEO VALERIANO - MICHELE DI FIO' - AMICI DEL VENTO - ZPM